Il primo Rinascimento artistico fiorentino fu l'espressione di un profondo rinnovamento culturale che investiva tutta la collettività cittadina . Il desiderio di ridare vita ai nobili modelli classici si rigollegava al fervore degli studi letterari umanistici e soprattutto all'indagine, al recupero e alla valorizazzione delle vitù degli antichi , alla conoscienza che esse potessero rivivere -anzi, che fossero effettivamente vive - nella Firenze contemporanea. I tre grandi protagonisti del primo Rinascimento fiorentino furono Filippo Brunelleschi, Masaccio e Donatello.
Filippo Brunelleschi è universalmente considerato il pioniere del Rinascimento italiano e l'artefice di una concenzione dell'architettura che avrebbe dominato la scena artistica europea, almeno fino al XIX secolo. Attraverso un appassionato studio dell'antichità, che lo portò più volte a Roma a partire dal 1402, egli reagì all'anticlassicismo dell'architettura e della cultura artistica tardogotica, rifacendosi con coerenza al linguaggio degli antichi e proponendo nuovi sistemi progettuali basati sulla modularità delle strutture. A lui è attribbuita l'invenzione della prospettiva a punto unico di fuga , cioè di un metodo per rappresentare razionalmente lo spazio riportandolo a rigorose formule matematiche. La stessa architettura classica era riproposta da Brunelleschi come esempio dell'esatta misurabilità dello spazio, della possibilità concreta di sottoporre a formule matematiche tutta la corposa realtà dello spazio architettonico.
Con Brunelleschi si inagurò una nuova figura sociale di architetto e si definì un nuovo sistema di organizzazione del cantiere e del lavorio edilizio. L'architetto non era più un sovrintendente ai lavori, dotato di pari dignità rispetto a maestranze in larga misura autonome, come accadeva in età medievale, bensì un intellettuale, colto e aggiornato, che concepiva e dettagliamente preparava il progetto della struttura generale e dei particolari dell'edificio, progetto al quale doveva conformarsi l'attività degli operai, degli artigiani e dei decoratori impegnati nei lavori.
L'artista che per primo, e con estrema coerenza , cercò di trasporre in campo pittorico gli ideali laici, classicistici e razionali elaborati da Brunelleschi, fu Masaccio. La sua carriera artistica, per quanto brevissima, segnò uno spartiacque preciso tra fasi storiche diverse. Con Masaccio le vicende della pittura, imboccavano un nuovo corso , quella della raffigurazione dell'uomo reale, dotato di sentimenti terreni e sopratutto di un corpo solido, naturale, ben costruito sulla scorta dei prototipi antichi e dello studio dal vivo. E questa umanità era collocata in uno spazio regolato dalle leggi obiettive della visione oculare, cioè costruito secondo le regole della prospettiva brunelleschiana.
Accanto a Brunelleschi e Masaccio, Donatello fu il terzo grande innovatore del primo Rinascimento fiorentino. Anch'egli ruppe con decisione nei confronti della tradizione tardogotica, elaborando nuove forme all'interno del filone di ricerca più caratteristico della maniera moderna: la riscoperta della realtà naturale e l'assunzione delle forme antiche . La sua fu un'esperienza complessa , fatta di scarti continui verso mete artistiche sempre discusse , negate e mutate.
Ma Donatello, ed è una grande novità, ebbe sopratutto una straordinaria capacità di descrivere una gamma vastissima di atteggiamenti e moti dell'animo; inoltre, nelle sue opere il sentimento personale dell'autore sembra più volte trasparire: le figure bibliche , evangeliche o mitologiche, divengono le portavoci del loro creatore.
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